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Lapacho – 50 ml

44,10 iva inclusa

COD: 347 Categoria: Tag: , , ,
GTIN: 8,03254E+12
Brand: Laboratorio Erboristico Di Leo

Descrizione

Ingredienti:

Acqua, Alcool, LAPACHO (Tabebuia avellanedae Lorents) corteccia

Parole chiave:

Battericida, batteriostatico, virucida, antiparassitario, fungicida, antinfiammatorio, depurativo, immunostimolante, astringente,

antidiarroico, vulnerario, diuretico, leggero espettorante, sedativo, lieve febbrifugo, ipotensivo, lieve tonico generale, cardiotonico.

Caratteristiche:

Albero tipico dell’America del Sud (Brasile e Argentina). Già gli indiani facevano largo uso di questa pianta per prevenire e curare diverse malattie e, proprio per le sue molteplici proprietà, l’hanno definita albero di vita o albero divino. La tabebuia avellanedae tipica delle zone più interne del Messico, Brasile e Argentina desta grande interesse per l’utilizzo terapeutico.

La corteccia del Lapacho (floema) è quella che dà i risultati terapeutici migliori. La lavorazione del Laboratorio Erboristico Di Leo srl, permette di isolare tutti i principi attivi, recuperando 20 sali minerali in natura non idrosolubili.

Il Lapacho ha un’azione depurativa e soprattutto è in grado di aumentare o ripristinare le difese immunitarie nei soggetti immunodeficienti o immunodepressi, anche a seguito di lunghi trattamenti cortisonici e/o antibiotici e in particolari condizioni quali diabete, emopatie determinate da deficit della immunità cellulare e delle difese leucocitarie.

Questi soggetti sono a rischio di candidosi, dovute a funghi che, in condizioni normali, sono comuni ospiti dell’uomo, ma che, occasionalmente, possono diventare patogeni dando infezioni a livello dell’apparato respiratorio, genitale, cutaneo, intestinale o infezioni generalizzate.

Indicazioni:

Artrite, ferite e ulcere, asma e bronchite, dolori in generale, debolezza cardiaca, gastrite, ulcera gastrica, infezioni della bocca, naso e gola, infezioni parassitarie, infezioni batteriche da stafilococchi, streptococchi, infezioni virali: influenza, raffreddore, herpes, affezioni cutanee, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi, disordini del tratto gastrointestinale, colite, infiammazione delle mucose, dissenteria, ulcere peptiche, disordini del sistema urogenitale, cistite, uretrite, prostatite, vaginite, leucorrea, infiammazione della cervice uterina.

Posologia:

21 gocce in acqua, 3 volte al giorno, prima dei pasti per almeno 6 mesi. per i successivi 6 mesi: 14 gocce 3 volte al giorno.

Protocolli sinergici:

INFLUENZA:

Immuno-Herb® (S48 Echinacea)30 gocce in acqua 3 volte al giorno prima dei pasti.

Reno-Dren®: 1 cucchiaino (5 ml) in un bicchiere d’acqua 2 volte al giorno 10 minuti prima dei pasti.

C 2000®: 1 compressa al giorno da sciogliere lentamente in bocca, o masticare, dopo i pasti.

INFIAMMAZIONE DELLA GOLA:

Immuno-Herb® (S48 Echinacea) 30 gocce in acqua 3 volte al giorno 10 minuti prima dei pasti,

Propol Mix 1®* o Propol Mix 2®: 30 gocce in acqua 3 volte al giorno dopo i pasti,

Dreno-Herb® (S65 Solidago) : 30 gocce in acqua 2 volte al giorno 10 minuti prima dei pasti. *Controindicato in caso di ulcera, gastrite, ipertensione arteriosa e insonnia.

PRINCIPI ATTIVI

18 chinoni: naftachinoni (fattori-n) – antrachinoni (fattori-a)- Lapacholo – Lapachone – xiloidone, quercetina, lapachenolo, carnosolo, indoli, coenzima q, alcaloidi (tecomina),acidi idrossibenzoici,saponine steroide e acido tannico vanillina, acido vanillico (acido 4-idrossimetossibenzoico), acido veratrico (acido 3,4-dimetossibenzoico), verataldeide. Costituenti che hanno mostrato di avere un’azione battericida e fungicida. La Verataldeide ha una debole attività di stimolazione della fagocitosi dei granulociti e un’elevata attività di stimolazione nella proliferazione dei linfociti. Nel 1884 E.Paterno ha isolato il costituente attivo Lapacholo: si tratta di un chinone che manifesta attività antivirale contro l’HERPES SIMPLEX di tipo I e II e parecchi virus influenzali. Il Lapacho si è dimostrato utile contro le ULCERE PEPTICHE DUODENALI e GASTRITI indotte da stress.

EFFETTO ANTIMICOTICO

L’uso del Lapacho nel trattamento della sindrome allergica e micotica risale al 1983. Nei soggetti con manifestazioni micotiche accade spesso che nella prima fase di terapia si abbia una riacutizzazione dei sintomi che poi scompaiono dopo un certo periodo di tempo. Questo problema è dovuto alla presenza di cellule morte che si riversano nella circolazione sanguigna dando manifestazioni di tipo allergico. Dai vari studi si è potuto dedurre che i soggetti che si sottoponevano a terapia col Lapacho via via diventavano più resistenti agli agenti chimici, alle allergie alimentari e agli attacchi fungini; si assisteva anche a una diminuzione delle eruzioni cutanee e delle micosi a livello delle unghie. E’ comunque importante tener presente che il processo di guarigione è graduale e richiede molti mesi. Il problema delle micosi, oltre a essere collegato a persone con sindromi allergiche, riguarda anche quelle persone affette da immunodeficienze, diabete mellito, oppure persone che hanno subito trattamenti con farmaci immunosopressori (antibiotici e glucosteroidi) e anche donne che fanno uso della pillola anticoncezionale.

PERCHE’ IL LAPACHO E’ CONSIGLIATO A TUTTI?

Il Lapacho viene usato come preventivo durante la stagione fredda e tutte le volte che la possibilità di infezione è elevata.E’ una delle piante migliori per la purificazione dell’organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilizzare le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario. Il Lapacho rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poiché con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali.

MINERALI IN ESSO CONTENUTI

Il Lapacho contiene una speciale combinazione e concentrazione di sali minerali abbastanza rari o elementi in tracce: calcio, magnesio, fosforo, zinco, cromo, silicio, manganese, molibdeno, rame, ferro, potassio, sodio, cobalto, boro, oro, argento, stronzio, bario, nichel.

PANORAMICA DELLE AZIONI

Apparato respiratorio: febbre, raffreddore, sinusite, influenza; apparato gastroenterico: dissenteria, gastroenterite; apparato osteoarticolare: artrite, artrosi; alterazioni metaboliche: ipercolesterolemia, diabete; dermatologia: acne, affezioni micotiche, foruncoli, psoriasi, eczema secco, eczema umido, ulcere cutanee, ustioni da sole; apparato urogenitale: cistite,candidosi; apparato cardiovascolare: emorroidi.

EFFETTO ANTIOSSIDANTE

Studi in vitro hanno dimostrato l’inibizione definitiva dei radicali liberi e leucotrieni infiammatori attraverso i costituenti del Lapacho. Questa proprietà può essere alla base dell’effetto antiaging del Lapacho. La scienza moderna ha recentemente scoperto l’importanza dei radicali liberi nella generazione di molte malattie debilitanti come ad esempio le ARTRITI; tra gli antiossidanti, pochi hanno un’efficacia come il CARNOSOLO che è uno dei costituenti attivi del Lapacho. Il Lapacho contiene INDOLI che sono ampiamente distribuiti nella famiglia delle Crocifere e sono noti per l’attività di disintossicazione delle cellule e la promozione di produzione dell’antiossidante GLUTATIONE da parte dell’organismo.

EFFETTO ANALGESICO

La somministrazione del Lapacho è accreditata dai rapporti usciti dalle cliniche del sud America come modalità primaria per alleviare i dolori procurati dall’ARTRITE.

EFFETTO ANTIBATTERICO E ANTIPARASSITARIO

Comprende l’inibizione e la distruzione dei Gram-positivi e dei batteri acido-forte (B.subtilis, M.pyogenes aureus). LIEVITI, FUNGHI, VIRUS, PARECCHI TIPI DI PARASSITI

EFFETTO ANTIBATTERICO

Negli anni 50 in Brasile (Università di Recife) sono state isolate dal Lapacho varie sostanze ad attività antibiotica tra cui il Lapacholo che è efficace contro i Gram-positivi (Stafilococco e Streptococco; soprattutto manifesta un’elevata attività inibitrice contro lo Staphylococcus aureus resistente alla penicillina G). Buoni risultati si sono ottenuti nella cura della malaria e contro due parassiti quali Schistosoma mansoni, che causa la bilharziosi, una grave malattia tropicale e il Tripanosoma cruzi responsabile della Tripanosomiasi americana o malattia di Chagas.

EFFETTO ANTIVIRALE

Una delle azioni più interessanti del Lapacho è contro i virus. Il range dei virus inattivati dal Lapacho comprende il virus Herpes simplex e quelli che causano i comuni raffreddori. L’azioni antivirale del Lapacho è dovuta soprattutto a: Lapacholo, IDROSSINAFTOCHINONI,QUERCITINA (bioflavonoide) Il BETA-Lapachone inibisce gli enzimi delle cellule virali che sono direttamente coinvolte nella sintesi del DNA e RNA; esso è anche un potente inibitore dell’enzima trascrittasi inversa coinvolto nella replicazione dell’ RNA/DNA. Agisce quindi contro i retrovirus e contro il virus dell’Epstein-Barr (mononucleosi infettiva).

EFFETTO ANTINFIAMMATORIO

L’azione antinfiammatoria del Lapacho si è dimostrata utile soprattutto in caso di CERVICITI e CERVICOVAGINITI, condizioni che risultano da varie infezioni (Candida albicans, Trichomonas vaginalis, irritazioni chimiche e meccaniche). Il Lapacho tende a ridurre il dolore in caso di ARTRITI. Grazie al Lapacholo, l’azione antinfiammatoria è forse dovuta ad una inibizione delle prostaglandine infiammatorie. Il Lapacho è utile in caso di EDEMI soprattutto in presenza di ASCESSI.

EFFETTO IMMUNOSTIMOLANTE

Lo studioso Teodoro Meyer afferma che affezioni del fegato, CARENZA DI FERRO, ASMA, DIABETE, CISTITE, REUMATISMI, prostatite, diventano croniche a causa della cattiva nutrizione associata alla mancanza di difese naturali. Un trattamento con il Lapacho può risultare utile in queste patologie. Il Lapacho induce un’accelerazione della FAGOCITOSI. Il Lapacho provoca una significativa stimolazione dei macrofagi la cui attività aumenta con l’aumentare della dose.

EFFETTI COLLATERALI

Mentre non ci sono dubbi che il Lapacho sia altamente tossico per molti vari tipi di virus, batteri, funghi, parassiti e altri tipi di organismi, questa sostanza sembra non possedere alcun tipo di tossicità significativa per le cellule umane sane. Per precauzione non assumere in gravidanza o allattamento.

Studi Scientifici pubblicati sul Lapacho

fonte: www.elsevier.com

Il Tabebuia, che attualmente include oltre 100 specie, è il genere più diffuso delle Bignoniaceae e si trova dall’America sudoccidentale all’Argentina del Nord. Recenti studi molecolari hanno mostrato che il Tabebuia è un genere polifiletico, e che è stato generato un nuovo ordinamento tassonomico.

Le specie di Tabebuia caratterizzate dal legno particolarmente duro contenente quantità abbondanti di Lapacho sono state inserite nel genere Handroanthus (Grose and Olmstead,2007).

Perciò, il nuovo nome proposto recentemente per indicare i nuovi arrangiamenti tassonomici del Tabebuia Avellanedae è Handroanthus Impetiginosus. Comunque in questo studio, utilizzeremo il nome Tabebuia avellanedae, perchè è più comunemente usato nella letteratura scientifica. Il Tabebuia avellanedae, è una specie nota comunemente come “ipe roxo”, “Lapacho ” e “Taheebo”, è usato nella medicina popolare come antiinfiammatorio e nel trattamento delle ulcere e delle infezioni batteriche e fungine (Goel et al., 1987; Schultes and Raffauf, 1990; Guiraud et al., 1994; Miranda et al., 2001).

E’ stato ampiamente utilizzato dalle tribù indigene Tupi-Guarani nel Sud-America (Schultes and Raffauf, 1990). L’estratto dalla corteccia del Tabebuia avellanedae è commercializzato per il trattemento di diverse patologie, inclusa la gastrite, anche se c’è carenza di studi che dimostrino questo utilizzo.

Alcuni studi hanno dimostrato che piante del genere Tabebuia hanno un’attività ad ampio spettro come vettori antifungini (Portillo et al., 2001), azione antibatterica contro l’Helicobacter Pylori (Park et al., 2006) e lo Staphylococcus Aureus (Anesini and Perez, 1993), oltre ad attività antiinfiammatoria (Miranda et al., 2001) ed antiossidante (Park et al., 2003). Le componenti isolate dalle specie del Tabebuia (benzenoidi, menadione, Lapachoe e Lapacholo) mostrano molte attività biologiche (Burnett and Thomson, 1967). Il Menadione ha effetto gastroprotettivo (Tariq and Al Moutaery, 2005).

Il Lapachone ha effetto anti-infiammatorio (Moon et al., 2007), inibisce la proliferazione ed induce apoptosi (Sun et al., 2006; Woo et al., 2006; Shah et al., 2007) e presenta attività antibatterica ed antimicotica (Guiraud et al., 1994). Il Lapacholo ha azione antiinfiammatoria (De Almeida et al., 1990) e gastroprotettiva (Goel et al., 1987), antibatterica ed antimicotica (Guiraud et al.,1994).

Il Lapacho è un albero della famiglia delle Bignoniaceae noto comunemente in Brasile come “ipe-roxo”. La corteccia del Lapacho è utilizata nella medicina popolare come analgesico, antiinfiammatorio, diuretico, e per trattare i disturbi del tratto gastrointestinale. (Miranda et at., 2001). Nel presente studio, l’estratto crudo dalla corteccia del Lapacho in etanolo (EET) è stato studiato per verificare la sua azione sul tratto gastrointestinale.

La somministrazione orale dell’ EET ha diminuito l’area della lesione favorita dall’etanolo. Ciò nonostante, questo risultato potrebbe essere un effetto meccanico dell’estratto sulla mucosa gastrica, che previene l’aggressione diretta dell’etanolo nello stomaco. Perciò, è stato studiato l’effetto della somministrazione intraperitoneale dell’EET in una lesione indotta da etanolo. La dose più alta testata (300mg/Kg) ha protetto significativamente la mucosa gastrica contro le lesioni indotte da etanolo, permettendo di dedurre che l’effetto gastroprotettivo dell’EET non risulta da una semplice azione meccanica.

L’etanolo è un noto agente necrotizzante che distrugge i fattori protettivi della mucosa, come anche la barriera mucosa (Wallace, 2001). In questo studio abbiamo osservato che la somministrazione di etanolo nei ratto ha causato una diminuzione della quantità del muco gastrico.

Inoltre, la dose più alta dell’EET (i.p.) ha rinforzato lo strato mucoso della mucosa gastrica, indicando che il mantenimento del muco gastrico svolge un ruolo importante dell’effetto gastroprotettivo favorito dall’estratto. L’ibuprofene è un inibitore delle cicloossigenasi COX-1 e COX-2 (Capone et al., 2007). Le COX sono espresse costitutivamente in abbondanza nel tratto gastrointestinale e sono state indicate come il fattore che mantiene l’integrità della mucosa tramite la continua generazione di prostaglandine (Pgs) (Halter et al., 2001).

Un’analisi dettagliata dell’effetto protettivo dell’EET (p.o.) sulle lesioni indotte dall’ibuprofene potrebbe suggerire che questo estratto interferisce con la sintesi delle prostaglandine.

Questa ipotesi è supportata dai nostri risultati, che indicano l’aumento della protezione del muco gastrico promosso dall’EET. L’ulcerazione prodotta tramite iniezione di acido acetico nella parete gastrica dei ratti è stata considerata simile all’ulcera cronica negli umani, poiché è difficile da trattare e richiede lunghi periodi di guarigione (Takagi et al., 1969). La somministrazione orale dell’EET per sette giorni consecutivi ha accelerato il processo di guarigione della mucosa gastrica nei ratti, in rapporto al gruppo di controllo trattato solo con il veicolante. Questo risultato suggerisce che il Lapacho ha effetti nel trattamento delle ulcere croniche.

Un altro importante fattore protettivo è l’inibizione della secrezione di acido (Konturek et al., 2005), poiché quando i livelli di acido superano i meccanismi di difesa della mucosa si va incontro alla formazione di ulcera (Schubert, 2004). Nel nostro studio, la somministrazione dell’EET (i.d.) è stata studiata nel modello di legatura del piloro, dove il volume gastrico e la totale acidità sono state ridotte durante le 4 ore di legatura del piloro nei ratti.

Per verificare i meccanismi responsabili dell’azione anti-secret
ria dell’EET, la secrezione acida gastrica è stata stimolata con due fattori che favoriscono la secrezione acida: istamina e bethanechol. Gli animali che hanno ricevuto un pre-trattamento con EET hanno mostrato un’inibizione dell’aumento del volume gastrico e della totale acidità stimolati dall’istamina, ma non hanno mostrato inibizione quando stimolati con bethanechol.

La pompa protonica è il principale fattore responsabile dell’acidità gastrica nello stomaco, farmaci con potere inibitorio su questo enzima rappresentano il principale trattamento farmacologico per le ulcere peptiche.

Abbiamo osservato che la pre-incubazione con EET ha inibito in vitro l’attività della pompa protonica, con efficacia paragonabile a quella dell’omeprazolo.

La pompa protonica è l’ultimo passaggio per la produzione di acido gastrico, è quindi deducibile che sia questo l’effetto del’EET responsabile della riduzione della totale acidità gastrica prodotta. Ciò nonostante, questa supposizione non è corretta, perchè la totale acidità non è stata ridotta dal pre-trattamento con EET quando i recettori muscarinici sono stati stimolati, mentre è stata ridotta dal pre-trattamento con EET quando sono stati stimolati i recettori H2. Perciò, crediamo che l’effetto di riduzione dell’acidità gastrica prodotto dall’EET riguardi non sono l’inibizione della pompa protonica, ma anche un meccanismo controllato dai recettori istaminici H2.

In conclusione, i risultati ottenuti dopo la somministrazione orale ed intraperitoneale di EET suggeriscono che questa pianta abbia un’azione protettiva contro le lesioni della mucosa gastrica e che questa funzione comprenda fattori protettivi, come il rafforzamento del muco gastrico e l’interferenza nella sintesi e degradazione delle prostaglandine. L’EET ha ridotto la secrezione acida gastrica interferendo con i recettori istaminici H2, o con la loro trasduzione intracellulare del segnale, e l’inibizione della pompa protonica.

Abbiamo confermato che l’azione gastro protettiva favorita dall’EET si basa su più meccanismi. Questi effetti sono benefici, perchè i farmaci che hanno un meccanismo di azione, come gli inibitori di pompa protonica, possono generare ipergastrinemia.

Una comprensione migliore dei meccanismi e delle componenti attive presenti in questa pianta potrebbero, in futuro, chiarificare le basi scientifiche del suo utilizzo nella medicina popolare ed anche fornire nuove alternative per il trattemento clinico di ulcere gastriche.


Nota: le informazioni contenute in questo opuscolo non intendono sostituire i consigli del Medico, al quale spetta qualsiasi prescrizione ed indicazione terapeutica. Queste informazioni sono solamente una guida informativa da non divulgare assolutamente al pubblico; è riservata solamente alle persone qualificate nei settori della Medicina, Alimentazione

e farmacia (art.6 comma II del D.L. 111 del 27.01.92).

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